Cybercondria: che cos’è e come evitarla

Secondo un sondaggio recente ben il 93,3% di italiani ricorre al web per cercare informazioni su sintomi e malesseri fisici e trovare soluzioni ai propri problemi di salute senza interpellare medici.

Ciò è imputabile al fatto che esistono ben pochi medici scrupolosi in un marasma di medici poco attenti, frettolosi e alquanto superficiali; Dottor Google invece è sempre disponibile, fruibile comodamente da casa 24 ore su 24, non ti deride se gli esponi un dubbio di salute magari stupido e risponde sempre.
Attenzione però al rischio di CYBERCONDRIA.

Che cos’è la cybercondria?

Cybercondria è un neologismo, derivato dall’unione delle parole cyber ed ipocondria, che si riferisce alle infondate preoccupazioni di un paziente, derivanti da ricerche su internet, verso sintomatologie comuni.

La cybercondria è una preoccupazione crescente tra gli operatori sanitari, in quanto i pazienti possono ora ricercare qualsiasi malattia e tutti i sintomi ad essa associabili consultando tranquillamente la rete internet. Questo può portare il paziente a manifestare uno stato di ansia medica e ad ostacolare la diagnosi del medico esagerando, riducendo o eliminando un insieme di sintomi a sostegno della propria auto-diagnosi.

E’ sicuramente importante prendersi cura di se stessi e conoscere il proprio corpo, non accettando passivamente pareri medici che magari ci appaiono sbagliati. Ma molto conta il buonsenso di ognuno.

(A fine articolo trovate una lista dei libri più acquistati che trattano di benessere/salute)

Come difendersi dal rischio di Cybercondria?

Seguendo il Decalogo Health Literacy scritto da IBSA Foundation of Scientific Research.

Il termine è inglese, ma possiamo tradurlo in italiano come “cultura della salute”. In parole povere, indica quello che le persone sanno sui temi di salute (malattie, terapie, strumenti, servizi), l’insieme di informazioni in base alle quali i pazienti compiono le loro scelte. “Negli Stati Uniti la Health Literacy è oggetto di studio da oltre 20 anni e tutte le ricerche confermano che minore è la cultura della salute di una persona, peggiore è il suo stato di salute. Insomma, aumentare la giusta informazione dei cittadini porta dei risultati anche in termini di benessere”, ha detto l’eminente Peter Schulz, professore ordinario di Teoria della Comunicazione e Comunicazione Sanitaria, direttore dell’Institute of Communication and Health dell’Unità Svizzera Italiana, in occasione della presentazione del decalogo sulla Health Literacy, un essenziale documento che sintetizza 10 punti salienti per mettere a fuoco quelli che sono i giusti comportamenti che i cittadini dovrebbero avere nei confronti delle informazioni medico-sanitarie, discernendo tra fonti affidabili e farlocche senza fare confusione. Tutto ciò serve a curarsi meglio e a non cadere in bufale, quindi a vivere meglio.

Clicca sulla foto qui sotto per conoscere il decalogo

cybercondria

La prima e fondamentale regola del decalogo è  appunto “Occhio alle fonti”: è infatti necessario prestare la massima attenzione alla fonte delle informazioni di cui stiamo usufruendo. Bisognerebbe perciò privilegiare le pagine ufficiali di organizzazioni riconosciute ed affidabili, e non il blog all’ultimo grido dove chiunque si può spacciare per esperto creando solo allarmismi e facendo confusione.

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